Conflitto Femoro Acetabolare: curare l’impingement dell’anca

Il conflitto femoro acetabolare descrive la condizione in cui si verifica un contatto anormale tra femore e acetabolo, causando dolore e limitazione articolare. Approfondiamo l’impingement dell’anca, dai sintomi alla diagnosi e alle opzioni terapeutiche disponibili.


Com’è formata l’articolazione coxo-femorale

L’articolazione coxo-femorale, comunemente nota come anca, è una delle strutture articolari più grandi e stabilmente costruite del corpo umano, che connette il femore alla pelvi ossea.

L’articolazione dell’anca è formata da due componenti principali:

  • l’acetabolo, una cavità emisferica situata nel punto di unione dell’ilio, dell’ischio e del pube, i quali formano l’osso coxale. L’acetabolo è ricoperto di cartilagine articolare ed è collegato al labbro acetabolare fibroso, per conferire una maggiore stabilità all’articolazione.
  • la testa del femore, ossia l’estremità prossimale del femore di forma sferica che si inserisce nell’acetabolo. Anche la testa del femore è rivestita di cartilagine articolare, per permettere un movimento più scorrevole dell’articolazione dell’anca.

L’accoppiamento tra acetabolo e testa del femore consente un’ampia gamma di movimenti dell’anca: flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione. In aggiunta i legamenti, la capsula articolare, i muscoli e i tendini circostanti forniscono ulteriore stabilità e mobilità.

Le patologie dell’anca includono quindi le varie problematiche a carico dell’articolazione coxo-femorale, sia congenite o acquisite che degenerative o acute: tra queste citiamo l’artrosi, le lesioni cartilaginee e le possibili alterazioni morfologiche delle componenti ossee.


Impingement dell’anca: alterazione CAM o PINCER?

Tra le alterazioni morfologiche più frequenti troviamo il conflitto femoro-acetabolare (F.A.I.), conosciuto anche come impingement dell’anca: possiamo definirlo come un contatto anormale che si verifica tra la testa del femore e il bordo dell’acetabolo durante il movimento. 

Questa anomalia può causare danni progressivi alla cartilagine articolare e al labbro acetabolare, causando altre complicazioni. Esistono due tipi principali di impingement:

  • Conflitto di tipo CAM: in questo caso, la testa del femore non ha una forma sferica perfetta, ma risulta appiattita nella giunzione tra la testa e il collo femorale. Nel movimento questa protuberanza colpisce il bordo dell’acetabolo, causando un attrito anormale.
  • Conflitto di tipo PINCER: in questo caso l’alterazione riguarda l’acetabolo, che presenta una copertura ossea più ampia e “stringe” la testa del femore durante il movimento. Spesso è possibile osservare dei becchi osteofitici che eccedono il normale profilo osseo.

In molti casi, le due forme coesistono nell’impingement misto CAM e PINCER, dove l’articolazione dell’anca mostra alterazioni sia nell’acetabolo che nella testa del femore.

Le cause di deformità dell’anca possono essere congenite, ossia legate a fattori genetici, o acquisite a seguito di traumi e sovraccarichi, spesso legati ad attività sportive e/o lavorative ad alto impatto, oppure a pregresse patologie infantili (es. epifisiolisi o malattia di Perthes).


Sintomi e diagnosi del conflitto femoro-acetabolare

Il conflitto coxo femorale può manifestarsi con una serie di sintomi caratteristici. Il più comune è il dolore localizzato nella regione anteriore o laterale dell’anca, che può irradiarsi fino all’inguine o alla coscia e tende ad acutizzarsi con il movimento, a cui si possono aggiungere:

  • Difficoltà a mantenere posizioni sedute prolungate nel tempo;
  • Rigidità e limitazione dei movimenti dell’anca (flessione, adduzione e rotazione interna);
  • Sintomi meccanici come scrosci, crepitii o cedimenti (segno di danni intrarticolari);
  • Deficit di forza e difficoltà nella deambulazione (solo nelle fasi molto avanzate).

Per una corretta diagnosi del conflitto acetabolo femorale, le indagini strumentali giocano indubbiamente un ruolo importante: le radiografie convenzionali consentono di individuare le alterazioni ossee CAM e PINCER, la risonanza magnetica permette di valutare possibili danni ai tessuti molli, e infine la TC Cone Beam 3D può fornire una valutazione ancora più dettagliata.

Nonostante questo, però, è importante non basarsi solo sui reperti radiologici per valutare la sintomatologia del paziente, che difficilmente riflettono appieno la complessità di questa condizione: spesso i sintomi sono maggiormente correlati ad un decondizionamento fisico e deficit di forza muscolare, e sono influenzati da cause multifattoriali, psicologiche e/o sociali.

In questo senso, una collaborazione multidisciplinare tra ortopedici, fisiatri e fisioterapisti è cruciale per un corretto inquadramento diagnostico e una pianificazione terapeutica mirata.


Curare l’impingement con il trattamento conservativo

Nei casi di conflitto femoro-acetabolare lieve o nelle fasi iniziali, prima di considerare l’opzione chirurgica è consigliato intraprendere un trattamento conservativo, con l’obiettivo di controllare i sintomi, migliorare la mobilità articolare e prevenire l’insorgenza di danni strutturali permanenti.

Un programma fisioterapico e riabilitativo per l’impingement coxo-femorale si basa su due componenti fondamentali: terapia manuale per ridurre il sintomo doloroso e migliorare il movimento, esercizio terapeutico per ripristinare forza e funzionalità muscolari compromesse.

Sempre all’interno dell’opzione conservativa, è possibile proporre infiltrazioni articolari di acido ialuronico e cortisone, nell’ottica di un percorso multimodale abbinato alla fisioterapia. Il trattamento conservativo è quindi raccomandato come terapia di prima linea per pazienti con minimo danno articolare, ma in alcuni casi è preferibile integrare anche l’approccio chirurgico.


Risolvere il conflitto F.A.I. con l’artroscopia dell’anca

Nei casi in cui il trattamento di prima linea non è risolutivo, la chirurgia per l’impingement coxo-femorale può rendersi necessaria: l’intervento di elezione è l’artroscopia dell’anca, una tecnica mini invasiva che opera attraverso piccole incisioni guidate da una microcamera.

Rispetto alla chirurgia tradizionale aperta, l’artroscopia offre numerosi vantaggi: minore invasività, sanguinamento ridotto, cicatrici contenute e tempi di recupero più rapidi, ma è anche una procedura tecnicamente complessa che richiede un’équipe altamente specializzata.

In quest’ambito, Centro Diagnostico Veneto propone un approccio multidisciplinare integrato per il trattamento delle patologie dell’anca, tra cui la sindrome da conflitto coxo femorale: offriamo un percorso di cura completo che comprende la valutazione clinico-strumentale, la riabilitazione conservativa personalizzata e le eventuali procedure chirurgiche.

Grazie al team di ortopedici, fisiatri e fisioterapisti specializzati, in CDV uniamo la massima professionalità alle più recenti evidenze scientifiche, seguendo da vicino il recupero funzionale dell’impingement dell’anca con elevati standard di trattamento e risultati duraturi nel tempo.

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