Endometriosi: stadi, sintomi e cura di una malattia cronica

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Caratterizzata da un percorso diagnostico spesso complesso e da approcci terapeutici altamente variabili, l’endometriosi è una condizione patologica più comune di quanto si possa pensare. Scopri gli stadi, la sintomatologia, i fattori di rischio e le cure possibili.


Significato e incidenza della malattia

L’endometriosi è una patologia cronica di tipo infiammatorio, causata da una presenza anomala di tessuto endometriale fuori dall’utero. Nel regolare ciclo mestruale, l’endometrio cresce nella cavità uterina per accogliere un potenziale concepimento: in tale assenza, il tessuto endoteliale si distacca e fuoriesce come sangue mestruale, per poi ricrescere ogni mese.

Nell’utero endometriosico, per circostanze tuttora poco chiare, l’endometrio può risalire attraverso le tube di Falloppio ed impiantarsi in altre zone del corpo esterne alla cavità uterina. Il tessuto endometriale anomalo, però, agisce allo stesso modo di quello uterino: reagisce agli ormoni femminili, causa un sanguinamento mensile e spesso provoca forti dolori.

L’incidenza dell’endometriosi è accompagnata da un percorso diagnostico complesso, spesso doloroso e prolungato nel tempo. Globalmente si stima che la malattia colpisca il 6-10% delle donne con età media tra i 25 e i 30 anni: in Italia l’endometriosi interessa il 10-15% delle donne in età riproduttiva e il 30-50% delle donne con infertilità, per oltre 3 milioni di casi.


Stadi e tipologie di endometriosi

La malattia endometriosica è classificabile in 4 stadi differenti, identificati dall’American Society for Reproductive Medicine (ASRM) a seconda dell’estensione e della gravità delle lesioni:

  • Endometriosi al primo stadio (I), o minima: il tessuto endometriale anomalo è grande pochi millimetri ed è localizzato superficialmente nei tessuti più vicini all’utero.
  • Endometriosi al secondo stadio (II), o lieve: le cellule endoteliali sono più numerose e diffuse, così come gli impianti risultano essere leggermente più profondi.
  • Endometriosi al terzo stadio (III), o moderata: gli impianti endometriosici sono molto più estesi, con la presenza di tessuti aderenziali/cicatriziali e di endometriomi alle ovaie;
  • Endometriosi al quarto stadio (IV), o grave: si rilevano numerose cisti endometriosiche e il tessuto aderenziale e cicatriziale è profondamente diffuso negli altri organi.

In base alla localizzazione dei focolai endometriosici, possiamo distinguere la patologia in:

  • Endometriosi ovarica o pelvica, nel caso in cui il tessuto si limiti alla cavità pelvica;
  • Endometriosi ombelicale o intestinale, qualora le cellule si estendano alla zona addominale;
  • Endometriosi renale, vescicale, polmonare, forme rare dove gli impianti dilagano tra gli organi.

Sintomi e dolori della patologia

È bene sapere che a volte l’endometriosi può risultare asintomatica, o può provocare sintomi poco specifici: si stima infatti che il 30-40% delle diagnosi avvenga in modo accidentale. Ma nonostante ciò, l’endometriosi è conosciuta per essere una malattia dai dolori invalidanti.

Il sintomo più frequente dell’endometriosi è il dolore pelvico cronico, avvertito prima e/o durante le mestruazioni, nei rapporti sessuali, alla minzione o alla defecazione. Il disturbo però non è direttamente correlato all’estensione o alla gravità delle lesioni: una paziente con endometriosi minima potrebbe avvertire più dolore di una donna in stadio clinico avanzato.

Altri sintomi più o meno comunemente associabili all’endometriosi possono includere:

  • perdite premestruali, cicli abbondanti o ravvicinati, ovulazione dolorosa, vulvodinia;
  • gonfiore alla pancia, diarrea o stitichezza, meteorismo, dolore addominale o rettale;
  • disuria, ematuria, pollachiuria, incontinenza o una combinazione di questi disturbi;
  • nausea o malessere generale, affaticamento e stanchezza cronica, sbalzi d’umore.

Cause, conseguenze e diagnosi

Come anticipato, le cause dell’endometriosi sono tuttora poco chiare, ma l’ipotesi più diffusa è la risalita del tessuto endoteliale dall’utero alle ovaie, con conseguente ingresso nel sistema linfatico o circolatorio e un’aderenza particolarmente elevata che causa l’impianto anomalo.

Esistono però alcuni fattori di rischio che aumentano la predisposizione alla malattia, come:

  • Storia familiare di parenti affetti da endometriosi;
  • Menarca precoce o menopausa tardiva;
  • Sistema immunitario debole;
  • Anomalie strutturali uterine;
  • Nessun figlio oppure figli dopo i 30 anni;
  • L’esposizione a diossine o dietilstilbestrolo.

Le principali conseguenze dell’endometriosi comprendono un dolore pelvico cronico, un costante stato infiammatorio e una diffusione di tessuto cicatriziale che possono compromettere il funzionamento degli organi, e un elevato tasso di sterilità riscontrato nel 30-40% dei casi.

La pronta diagnosi e il trattamento rapido risultano quindi necessari per evitare tali complicazioni, prevenire l’infertilità e migliorare la qualità di vita della donna: la diagnosi di endometriosi può passare attraverso vari esami, dall’ecografia per identificare la natura delle cisti ovariche uterine, alla laparoscopia per verificare la diffusione del tessuto endometriale.


Come curare l’endometriosi

Il trattamento dell’endometriosi varia molto a seconda dei sintomi, dell’età, dello stadio e del desiderio di gravidanza della donna. Dalle forme lievi a quelle più gravi, le cure possibili sono:

  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per gestire la sintomatologia dolorosa;
  • Farmaci ormonali (es. pillola estrogeno-progestinica) che inibiscono la funzione ovarica;
  • Interventi chirurgici per eliminare il tessuto endoteliale patogeno (laparoscopia, colonscopia, elettro cauterizzazione) o per rimuovere l’utero (isterectomia).

Considerata la difficoltà diagnostica della patologia, è fondamentale affidarsi a ginecologi altamente specializzati nell’identificazione e nel trattamento dell’endometriosi sia in forma lieve che grave, al fine di alleviare il dolore cronico e di permettere la convivenza con la malattia.

Centro Diagnostico Veneto mette a disposizione un’équipe medica di specialisti in ginecologia in grado di riconoscere l’endometriosi, effettuare le procedure diagnostiche ed offrire le cure necessarie a migliorare la qualità di vita delle pazienti affette da patologia endometriale.

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