Fascite plantare: guida completa su cause, sintomi e cura

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La fascite plantare è la causa più frequente di dolore al tallone e all’arco del piede, che interessa fino al 20% della popolazione tra i 30 e i 60 anni d’età. Scopri in questo articolo di cosa si tratta, come si manifesta e da cos’è provocata, fino alle migliori cure.


Cos’è la fascite plantare

La fascite plantare, in inglese Plantar Heel Pain, è un disturbo comune che causa un forte dolore alla pianta del piede. Nonostante il nome possa suggerire un’infiammazione della fascia plantare, si tratta in genere di un danno misto, sia infiammatorio che degenerativo.

Nello specifico la fascia plantare, anche detta aponeurosi plantare, è una robusta banda fibrosa che si estende dalla zona del tallone fino alla base delle dita dei piedi: svolge un ruolo cruciale nel sostenere l’arco plantare e assorbire gli urti durante il movimento e l’attività fisica.

Quando il piede subisce eccessivi stress e microtraumi ripetuti, può avvenire un’irritazione e una degenerazione del tessuto connettivo nella zona di inserzione tra il calcagno e il legamento arcuato, causando il dolore tipico della fascite plantare: solitamente più acuto nei primi passi del mattino o dopo il riposo, tende poi ad alleviarsi col movimento grazie all’effetto “warm-up”.

La fascite plantare può presentarsi con o senza la formazione di una spina calcaneare, ovvero una crescita ossea anomala sulla parte inferiore del calcagno, spesso conseguenza delle continue trazioni della fascia infiammata sul tallone nel tentativo di riparare il danno.


Tallonite, fascite o spina calcaneare?

È importante distinguere tra tallonite, fascite plantare e spina calcaneare, anche se questi termini vengono spesso usati in modo intercambiabile:

  • La tallonite si riferisce ad un’infiammazione del cuscinetto adiposo del tallone, causata da un’eccessiva pressione o sfregamento: a differenza della fascite plantare, il dolore della tallonite è localizzato proprio sotto il tallone e non sempre coinvolge tendini o legamenti.
  • La fascite plantare coinvolge la pianta del piede causando male al tallone e spesso lungo l’arco plantare: può essere presente con o senza la formazione di una spina calcaneare.
  • La spina (o sperone) plantare è una protrusione ossea che si forma sulla zona inferiore del calcagno: è importante notare come non tutte le spine calcaneari causano sintomi e, allo stesso modo, non tutte le fasciti plantari presentano questa conformazione ossea.

Un altro termine per descrivere la fascite plantare con la presenza di una spina calcarea è entesopatia (o entesite) calcifica calcaneare, che indica il processo degenerativo (ed eventualmente infiammatorio) nell’inserzione della fascia sul calcagno.


Cause e fattori di rischio

La fascite plantare compare a seguito di un sovraccarico dell’arcata del piede, causato da stress e traumi che derivano da diversi fattori di rischio, alcuni modificabili.

Tra i fattori di rischio modificabili vi sono uno stile di vita sedentario, l’improvviso aumento dei livelli di attività fisica senza un’adeguata preparazione, l’utilizzo di calzature inadeguate che non supportano correttamente l’arco, e il sovrappeso che aumenta il carico sui piedi.

Attività che comportano lunghi periodi eretti o su superfici dure possono rappresentare un fattore scatenante; altri elementi di rischio includono alterazioni come il piede piatto o pronato, la perdita di elasticità dei tessuti dovuta all’età avanzata e l’artrite reumatoide.

Se la fascite plantare non viene curata adeguatamente, può causare un dolore in certi casi invalidante, alterazioni della biomeccanica del piede e della deambulazione, predisponendo a ulteriori problemi come tendiniti, borsiti e artrosi.


Sintomi e come riconoscere

Il segno caratteristico della fascite plantare è il dolore intenso e pungente nella pianta del piede, specialmente nel tallone e lungo il legamento arcuato. Questo dolore tende ad essere più acuto dopo il riposo notturno: molti pazienti riferiscono infatti un forte indolenzimento nei primi passi al risveglio.

Con il movimento, il dolore può temporaneamente attenuarsi ma tende a ricomparire dopo prolungati periodi in piedi o attività fisiche intense. In questi casi, può diffondersi lungo tutta la pianta fino all’avampiede, con una sensazione di bruciore o rigidità dell’arco plantare.

Oltre al dolore, alcuni pazienti possono manifestare altri sintomi della fascite plantare, quali gonfiore o arrossamento del tallone, difficoltà nella deambulazione o zoppia specialmente al mattino; al tatto, l’arco può risultare ispessito e più sensibile.

Per guarire dalla fascite plantare possono servire diverse settimane o mesi, a seconda della gravità e cronicità del problema. Nei casi lievi, un adeguato trattamento conservativo può portare a un sollievo dei sintomi in 3 – 6 settimane, mentre per le forme più gravi e croniche possono essere necessari 6 – 12 mesi di terapia mirata prima di un pieno recupero funzionale.


Diagnosi e trattamento

La diagnosi di fascite plantare viene effettuata principalmente attraverso un esame clinico accurato da parte di un ortopedico o fisiatra. Durante la visita il professionista valuterà i sintomi, l’intensità del dolore e procederà con alcuni test, come la manovra di dorsiflessione dell’avampiede, per confermare il coinvolgimento della fascia.

Nei casi dubbi, possono essere richiesti esami di imaging come l’ecografia, per valutare lo stato dei tessuti molli, o la RX o per evidenziare la presenza di una spina calcaneare.

Il trattamento della fascite plantare è inizialmente conservativo, con l’obiettivo di ridurre il dolore e l’infiammazione: è bene evitare le attività che potrebbero peggiorare i sintomi, come la corsa o lo stare eretti a lungo, scegliere calzature adeguate e rispettare i tempi di riposo.

Inoltre possono essere prescritti farmaci antinfiammatori, plantari o talloniere ammortizzanti; solo nei casi più gravi si può optare per infiltrazioni di corticosteroidi o onde d’urto, mentre l’intervento chirurgico rappresenta quasi sempre l’ultima risorsa.

Un ruolo essenziale per curare la fascite plantare è rivestito dalla fisioterapia, che costituisce la chiave di volta per un recupero completo. Il fisioterapista segue il paziente attraverso piani di riabilitazione ed esercizi mirati per migliorare l’elasticità della fascia plantare, rinforzare la muscolatura stabilizzatrice del piede e correggere eventuali problemi di biomeccanica.

In questo contesto, Centro Diagnostico Veneto rappresenta un punto di eccellenza a Vicenza e provincia in Fisioterapia e Riabilitazione, in particolare per le problematiche sportive: il nostro team multidisciplinare di ortopedici, fisiatri e fisioterapisti specializzati può assisterti al meglio nella diagnosi e terapia della fascite plantare.

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