Vertigini o capogiri? Cause, sintomi e quando preoccuparsi

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Le vertigini sono una condizione tanto comune quanto fastidiosa, che può manifestarsi in modo imprevedibile. Comprendere cosa sono le vertigini, le differenze con i capogiri, le loro cause e i sintomi associati, è fondamentale per ottenere un trattamento mirato ed efficace.


Vertigini: cosa sono e come riconoscerle

Per definizione, le vertigini sono una sensazione illusoria di movimento, solitamente di tipo rotatorio, oscillatorio o di sbandamento, che si avverte mentre il corpo è fermo. Chi subisce un attacco di vertigini può percepire sé stesso muoversi, ma anche vedere ruotare l’ambiente circostante.

Le vertigini possono essere di due tipologie, la prima più frequente della seconda:

  • vertigini periferiche, se coinvolgono l’orecchio interno o il nervo vestibolare;
  • vertigini centrali, se coinvolgono il tronco encefalico e il cervelletto.

Nelle vertigini periferiche si nota un alterato funzionamento del sistema vestibolare. Questo normalmente è deputato al mantenimento dell’equilibrio, raccogliendo informazioni sulla posizione e sui movimenti del corpo nello spazio, inviandole poi al cervello attraverso il nervo vestibolo-cocleare.

Un attacco di vertigini può manifestarsi in modo ricorrente e improvviso, con una sensazione vorticosa più o meno intensa che può durare da pochi secondi a diverse ore o giorni, a cui possono essere associati anche nausea e vomito. Alcuni fattori, come il movimento della testa, il cambio di posizione e il tossire possono scatenare o peggiorare le vertigini.


Quali differenze tra vertigini e capogiri?

Sebbene i termini “vertigini” e “capogiri” (o “giramenti di testa”) siano spesso utilizzati in modo intercambiabile, esistono alcune importanti differenze tra questi due concetti:

  • Le vertigini sono una sensazione illusoria di movimento del corpo o dell’ambiente circostante, nonostante il soggetto sia fermo: comprendono una disfunzione dell’apparato vestibolare, del sistema nervoso o delle strutture che regolano l’equilibrio.
  • I capogiri invece descrivono una gamma più ampia di sensazioni singolari, come stordimento, instabilità, sensazione di testa leggera o di sbandamento: possono essere causati da problemi cardiovascolari, metabolici e persino psicologici.

Mentre le vertigini sono generalmente episodiche e a volte molto intense, in particolare se accompagnate da sintomi quali nausea, vomito, sudorazione e disturbi alla vista, i capogiri tendono ad essere più vaghi e persistenti, in genere non presentando queste complicazioni.

In termini di incidenza, i capogiri rappresentano circa il 5-6% di tutte le visite mediche e diventano più comuni con l’avanzare dell’età; le vertigini sono leggermente meno frequenti, ma rimangono comunque uno dei principali disturbi per cui i pazienti si rivolgono al medico.


Sintomi di vertigine: quando preoccuparsi

Le vertigini possono manifestarsi in modi diversi e con intensità variabile. Alcuni pazienti le descrivono come un senso di sbandamento, stordimento o forte capogiro, in diversi momenti della giornata: quando camminano, al momento di alzarsi, oppure sdraiati a letto.

Può anche essere avvertita una sensazione di ondeggiamento, di testa vuota o leggera, oppure dei veri e propri giramenti, sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi.

Molto spesso le vertigini sono accompagnate da ulteriori sintomi quali nausea, vomito, mal di testa e instabilità. Sebbene questi siano per lo più fastidiosi ma non preoccupanti, esistono invece altri “segnali di allarme” che richiedono un’immediata valutazione medica:

  • Dolore alla testa particolarmente forte e insolito;
  • Problemi alla vista (visione doppia o annebbiata);
  • Febbre alta, perdita di coscienza o svenimenti;
  • Incapacità di mantenere l’equilibrio o di camminare;
  • Debolezza o intorpidimento alle braccia o alle gambe;
  • Difficoltà a parlare o deglutire, fischi alle orecchie (acufeni);
  • Dolore toracico, in particolare se con rischio cardiovascolare.

In presenza di questi sintomi più rari, le vertigini potrebbero essere l’iniziale manifestazione di patologie più gravi come ictus, ischemie, infarti, emorragie cerebrali, traumi cranici o tumori.


Le cause più frequenti delle vertigini

Le vertigini possono dipendere da varie condizioni che colpiscono il sistema vestibolare o nervoso. La classificazione in vertigini periferiche e centrali permette di dividere le cause in:

Disturbi vestibolari (più frequenti), di competenza dell’otorinolaringoiatra:

  • Vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB), condizione che provoca lo spostamento dei cristalli di carbonato di calcio (otoliti) dalle loro normali sedi;
  • Labirintite, un’infiammazione dell’orecchio interno generalmente virale;
  • Sindrome di Ménière, condizione rara associata all’idrope endolinfatico;
  • Neuronite vestibolare, un’infiammazione del nervo vestibolo-cocleare.

Disturbi nervosi (meno frequenti), di competenza del neurologo:

  • Emicrania vestibolare, tipicamente accompagnata da vertigini e disturbi visivi;
  • Patologie cerebrali: ictus, attacco ischemico transitorio (TIA), sclerosi multipla, cancro.

Altre possibili cause circostanziali comprendono traumi o lesioni craniche, effetti collaterali di alcuni farmaci, disordini metabolici (anemia e ipoglicemia) o cardiovascolari (insufficienza cardiaca e ipertensione), alterazioni ormonali in gravidanza e in menopausa. In rari casi possono essere di natura psicogena, cioè collegate a disturbi d’ansia o depressione.

Solo una piccola percentuale di vertigini è riconducibile a cause gravi; nella maggioranza dei casi sono dovute a problematiche benigne e periferiche dell’orecchio o dell’equilibrio.


Esami indicati e cura delle vertigini

In caso di vertigini periferiche, lo specialista di riferimento è l’otorinolaringoiatra, esperto nelle patologie di orecchio, naso e gola.

Durante la visita, il medico raccoglierà informazioni dettagliate sui sintomi, sulla loro durata e frequenza, e sui possibili fattori scatenanti. Seguirà l’esame obiettivo che prevede l’ispezione del condotto uditivo e del timpano, la valutazione dell’udito e della propriocezione, la ricerca di movimenti involontari degli occhi e alcuni test posizionali per riprodurre le vertigini.

A seconda dei risultati iniziali, potranno essere richiesti ulteriori esami di accertamento tra cui TAC, risonanza magnetica, audiometria, videonistagmografia ed eventuali test VEMP.

La terapia per le vertigini non è mai univoca, poiché dev’essere strettamente correlata alla causa che scatena tale condizione. Tra le varie possibili opzioni citiamo, a titolo di esempio:

  • Farmaci: antivertiginosi, antinauseanti, antistaminici, sedativi o ansiolitici;
  • Manovre di riposizionamento (es. manovra di Epley per la VPPB);
  • Terapia fisica e vestibolare per recuperare la piena funzionalità.

In provincia di Vicenza, Centro Diagnostico Veneto offre un servizio di Otorinolaringoiatria specializzato in varie condizioni di orecchio, naso e gola, tra cui le vertigini, fornendo anche un supporto a livello sintomatico per controllare i disturbi e migliorare la qualità di vita.

Inoltre, mettiamo a disposizione dei pazienti un’équipe multidisciplinare di professionisti altamente qualificati, in grado di lavorare in sinergia per consentire diagnosi e terapie rapide.

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