Dare forma alle emozioni: intrecci tra emozioni, creta e materiale naturale

“Potremo dire che quando l’uomo pensa,

egli pensa ed agisce con le mani, e del lavoro

fatto con le sue mani lasciò tracce

quasi subito dopo la sua comparsa sulla terra.

Grazie alle mani che hanno accompagnato l’intelligenza

si è creata la civiltà:

la mano è l’organo di questo immenso tesoro

dato all’uomo”

(Maria Montessori)

Perché l’uso della creta in psicomotoria?

La creta favorisce lo sviluppo della creatività e consente l’espressione di profondi vissuti emotivi. L’azione manuale e i gesti dei bambini sono sorretti da processi mentali logici e percettivi ma anche da sentimenti ed emozioni che, esprimendosi, danno vita a produzioni che assumono le forme del proprio mondo interiore.

La creta è un materiale ricco di potenzialità interpretative, si presta all’agire costruttivo ed è capace di sostenere la comunicazione delle emozioni, dei pensieri e degli immaginari dei bambini.

Può essere usata anche dai bambini più piccoli proprio per le sue qualità tattili e sensoriali.

È un materiale plasmabile, che richiama sensazioni piacevoli: il fresco odore di terra, l’antica emozione di lasciare traccia di sé. Si presta facilmente a prendere forma restituendo vissuti ed oggetti preziosi che nella quotidianità appassionano emotivamente i bambini.

Il processo creativo-emozionale è di gran lunga più importante della creazione stessa.

La conoscenza del mondo, per il bambino, è di tipo plurisensoriale. E, tra tutti i sensi, il tatto è quello maggiormente usato: il tatto offre anche una sensazione uditiva e visiva, dà altre informazioni utili alla conoscenza di tutto ciò che ci circonda e a ciò che sentiamo dentro.

Lo sviluppo del bambino inizia con esperienze tattili come il contatto con la mamma, l’esplorazione del mondo tramite il con-tatto.

EMOTIVAMENTE il senso del tatto diventa fondamentale per la crescita, per il formarsi dell’IO che si distingua dal NON-IO ovvero dall’altro da me. È importante mantenere vivo questo strumento di conoscenza diretta che la natura ci ha dato.

Possiamo considerare le esperienze di manipolazione con la creta come un’“area transizionale” (rif. Donald Winnicott) in cui dare spazio all’esplorazione, alla scoperta in un dialogo che sollecita la sensibilità tattile-sensoriale e le capacità immaginative ed emotive, all’interno di un contesto relazionale. Tali qualità esperienziali appartengono tanto al bambino quanto all’adulto e si collocano nella fase evolutiva pre-verbale, pre-semantica in cui Piaget evidenzia il livello di esperienza “senso-motoria”. Si tratta di una vera e propria intelligenza senso-motoria attraverso cui il bambino organizza la sua percezione, costruisce la realtà che prende corpo nelle emozioni e azioni, nei tentativi ed errori, nei movimenti in un processo di coordinazione delle azioni, ancora in assenza di una funzione rappresentativa o di pensiero; tale intelligenza si manifesta nella compresenza di componenti cognitive ed emozionali e fornisce i prerequisiti strutturali necessari alle future operazioni di pensiero e linguaggio.

“Una parola-chiave è “contatto” (dal latino cum – con e tactus – toccato). Sebbene il tatto non sia di per sè un fatto emotivo, i suoi elementi sensoriali inducono quei cambiamenti neurali, ghiandolari, muscolari e mentali che chiamiamo complessivamente emozioni e sentimenti, per cui il tatto non è sentito come una semplice modalità fisica, come sensazione, ma effettivamente come emotiva” (rif. Ashley Montagu).

L’esperienza esplorativa, combinata all’assertività e al senso di efficacia, riveste un importante ruolo nella riorganizzazione fisiologica dei processi dell’attenzione, si tratta infatti di un gioco continuo di modulazione delle tensioni muscolari, un ritmo che prevede un aumento delle tensioni di attesa e di progressivo rilassamento durante l’azione o il verificarsi o meno dell’evento atteso.

Il sentimento di competenza che scaturisce da queste esperienze è strettamente legato al senso di adattamento creativo alla realtà e ad un ampliamento del sentimento di piacere e di autostima.

La scelta di introdurre la creta (argilla) all’interno delle sedute psicomotorie è motivata da quanto detto finora ma anche pensando alle molteplici intrinseche proprietà dell’ARGILLA:

  • Argilla contiene memoria che è presente nel silicio contenuto nella memoria dei computer;
  • Argilla memorizza l’impronta data, semplicemente tramite la forma che diventa;
  • Argilla assomiglia all’uomo nei suoi componenti di base (acqua, terra…);
  • Argilla si trasforma senza stacchi e permette di ottenere cos’ una varietà di cambiamenti in un unico flusso di interventi;
  • Argilla è un materiale semplice in un periodo storico complesso;
  • Argilla è un materiale naturale in un periodo storico “artificiale”;
  • Argilla predispone a mettersi in ascolto di se stessi;
  • Argilla propone contatto e comunicazione;
  • Argilla ricorda e fa ricordare;
  • Argilla fa progettare;
  • Argilla crea forma;
  • Argilla è concreta;
  • Argilla propone più punti di vista;
  • Argilla acconsente ed è “gentile”;
  • Argilla si rivela nel dialogo;
  • Argilla lavora sull’equilibrio;
  • Argilla crea radicamento;
  • Modellare aiuta l’autostima;
  • Modellare significa poter mettere la propria “impronta” sul mondo.

È forte il potenziale creativo della creta perchè questo strumento consente di sperimentare in modo simbolico situazioni, emozioni e relazioni. Essere creativi significa innanzitutto investire la realtà di nuovi significati a partire dalla propria energia vitale ed emotiva.

Poter utilizzare la creta nelle sedute psicomotorie, offre uno spazio esclusivo per il dialogo con la propria interiorità e un luogo di sperimentazione della relazione con l’esterno.

I bambini danno inizio al processo creativo imprimendo la propria forza (impronta) sulla creta, per poi modellare le forme piatte che chiamano “pizze”, i bachi (piccoli cilindri) o sfere: sono le forme base dalle quali è possibile poi partire con la creazione di qualcosa di più complesso che il bambino in modo originale e unico investe di significati.

L’OBIETTIVO nel proporre un materiale come la creta è proporre dei contesti che consentano esperienze emozional-cognitive trasformative in grado di portare i bambini ad una più ampia e spontanea espressione di sé aumentando le capacità comunicative e relazionali.

Osservare come i bambini plasmano la creta, permette di scoprire come l’interesse primario non sia la forma finale da raggiungere, ma trovare tutte le soluzioni possibili per trasformarla.

Dr.ssa Roberta Girardi

Psicologa e Psicomotricista. Abilitata come coach di intelligenza emotiva attraverso la Mindfulness (corso base e corso di perfezionamento presso il Centro di Psicologia e Psicoterapia Funzionale di Padova).

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