Dito a scatto

Cos’è il dito a scatto

Il dito a scatto (tenosinovite stenosante o morbo di Notta) è un’infiammazione di carattere subacuto o cronico delle guaine che rivestono i tendini flessori delle dita della mano.

Essa è dovuta all’attrito che i tendini realizzano contro le loro pulegge durante movimenti ripetitivi delle dita e si manifesta con intenso dolore sia a riposo sia alla flessione attiva o all’estensione passiva forzata.

Le dita possono diventare tumide e dolenti con progressiva difficoltà e impaccio nel movimento. Si può presentare un blocco in flessione del raggio coinvolto soprattutto nei casi inveterati si assiste a uno scatto doloroso quando l’estensione si ripristina con sforzo attivo o passivamente aiutandosi con l’altra mano.

Nei casi estremi il blocco è invincibile e si può avere una perdita più o meno completa della mobilità del dito malato per cui esso appare atteggiato in flessione senza possibilità di essere esteso oppure atteggiato in estensione senza possibilità di flettersi oltre un certo grado.

Il dolore può anche disturbare il sonno causando risvegli improvvisi per blocco e algie allo scatto.

Terapia del dito a scatto

La terapia prevede generalmente un iniziale approccio conservativo: riposo, ghiaccio, FKT, assunzione di farmaci antiinfiammatori topici o per os ed eventualmente un’infiltrazione. Se tali cure non portano a un miglioramento del quadro si può programmare un intervento (la puleggiotomia) che permette di liberare lo scorrimento tendineo nel suo canale eliminando l’attrito del tendine stesso contro la puleggia coinvolta.

Certamente, compatibilmente con le condizioni del paziente, è bene considerare in primis l’efficacia del trattamento conservativo in quanto -anche in questo caso come in tutti gli interventi chirurgici – ci possono essere delle possibili complicanze periprocedurali.

L’intervento viene eseguito in regime ambulatoriale, viene attuato in anestesia locale e dura circa 5-10 minuti. Tramite un’incisione cutanea obliqua o trasversale dopo aver divaricato e protetto i fasci vascolo-nervosi digitali si esegue la sezione della puleggia coinvolta e si verifica lo scorrimento dei tendini sottostanti attivamente e passivamente, con la liberazione degli stessi da eventuali aderenze e la risoluzione dello scatto.

La medicazione post operatoria è contenitiva ma morbida ed è importante muovere subito (senza eccessi) le dita e il polso.

La sintomatologia dolorosa post operatoria è generalmente controllata da un comune analgesico e l’edema post operatorio da un antiedemigeno.

Sono concessi attività quotidiane e lavori leggeri ma è fondamentale tenere asciutta e pulita la medicazione. Generalmente si utilizzano punti riassorbibili che si sciolgono in circa 18-20 giorni o punti non riassorbibili da rimuovere dopo circa 15-16 giorni.

Si può riprendere il lavoro dopo 8-10 giorni se non si svolgono attività pesanti mentre in caso di lavori più gravosi solitamente dopo 18-20 giorni.

Accade spesso che in associazione al dito a scatto, prima o dopo di esso, insorga un’altra patologia dovuta a cause simili: la sindrome del tunnel carpale.

Il dito a scatto infine non è un patologia esclusiva dell’età adulta: non infrequente è infatti la sua insorgenza – per motivi simili ma non identici e quasi invariabilmente è coinvolto il pollice – in età infantile.

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