Fibroma uterino: sintomi e cura del tumore benigno

Una delle più diffuse condizioni ginecologiche femminili è rappresentata dal fibroma uterino, per lo più conosciuto come tumore benigno all’utero. Scopriamo cosa sono i fibromi, quali sono i sintomi dell’utero fibromatoso e come procedere con la terapia più indicata.


Fibroma uterino: cosa significa

Il fibroma uterino, chiamato anche mioma, fibromioma o leiomioma, è una comune formazione tumorale benigna che interessa principalmente le donne in età fertile: nella popolazione caucasica l’incidenza è del 40% entro i 35 anni e quasi del 70% entro i 50 anni.

Nello specifico, i fibromi sono masse composte da tessuto muscolare e fibroso che originano dal tessuto muscolare dell’utero; infatti, si definisce un utero “fibromatoso” se la sua struttura presenta una quantità alterata di cellule fibrose rispetto a quelle muscolari.

In base alla zona in cui avviene la loro formazione, i miomi uterini possono essere:

  • Sottomucosi o endocavitari: fibromi che si sviluppano verso la cavità uterina;
  • Sottosierosi: leiomiomi che compaiono verso la parte esterna dell’utero;
  • Intramurali: mioni che si riversano nella parete interna muscolare.

I fibromiomi possono avere dimensioni e forme variabili, come i fibromi peduncolati che presentano un cordone sottile in sede di attaccamento. La maggior parte dei fibromi va da pochi mm ad alcuni centimetri, ma nei casi peggiori possono ricoprire la dimensione dell’intero utero.


Differenze tra mioma, polipo e fibroma

Come accennato, non vi sono differenze tra fibroma, mioma o leiomioma: si tratta di sinonimi per definire la stessa patologia, più comunemente chiamata tumore benigno dell’utero. Possiamo invece specificare una distinzione tra fibromi e polipi uterini.

Entrambe sono formazioni tumorali benigne a carico dell’utero femminile: ma se i fibromiomi sono composti da cellule muscolari e fibrose, risultando quindi duri al tatto, i polipi uterini sono masse di tessuto endometriale con una consistenza più morbida.

Sulla base di ciò, quindi, miomi e polipi si differenziano anche nella posizione: i fibromi originano nell’area muscolare dell’utero, mentre i polipi nascono nella zona endometriale.


Sintomi e disturbi del fibroma uterino

I fibromi uterini possono sia causare dei sintomi riconoscibili, sia risultare asintomatici. La sintomatologia può dipendere da tre condizioni differenti:

  • La dimensione dei miomi (che può comportare disturbi particolari);
  • La sede dei leiomiomi (alcune zone sono tipicamente più dolorose);
  • La quantità dei fibromi (se ampiamente diffusi o in poche unità).

Buona parte delle pazienti con utero fibromatoso non presenta alcun fastidio; spesso la diagnosi avviene in maniera casuale durante una visita ginecologica o un’ecografia.

In ogni caso, è bene conoscere i sintomi più frequenti del mioma uterino:

  • Irregolarità del ciclo mestruale: ipermenorrea (flusso abbondante), dismenorrea (perdite dolorose) o spotting (sanguinamento al di fuori del ciclo), con anemizzazione;
  • Dolore, gonfiore e/o pesantezza, sia addominale che pelvica: può comportare fastidio nei rapporti sessuali e vulvodinia, dolore alla zona lombare, incontinenza o stipsi.

Utero fibromatoso: cause e conseguenze

I fattori che provocano lo sviluppo di un utero fibromatoso non sono ancora del tutto chiari, ma nel corso degli anni sono state individuate alcune possibili cause dei fibromi uterini:

  • Predisposizione genetica: in caso di familiarità il rischio è 3 volte maggiore della media;
  • Alta produzione ormonale: sia di estrogeni e progesterone, che di ormoni della crescita;
  • Alimentazione: nello specifico, l’eccessivo apporto di ferro e la carenza di vitamina D;
  • Stile di vita: sedentarietà, stress e obesità (ques’ultima causa l’aumento di estrogeni).

Il leiomioma solitamente non è pericoloso, anzi, rientra tra le patologie benigne più diffuse dell’utero femminile: infatti, solo lo 0,5% dei casi può diventare maligno. È comunque necessario monitorare l’andamento della patologia con esami di controllo regolari.

Infatti, le conseguenze dei fibromi uterini trascurati e ingrossati possono coinvolgere la sfera riproduttiva (infertilità, aborti spontanei, parto pretermine) e, più in generale, la salute della donna (ingrossamento dell’utero, dolori pelvici e lombari cronici, anemia sideropenica).


Cure, terapie e interventi per fibromi uterini

A seguito della diagnosi, che può avvenire durante la visita specialistica ginecologica e attraverso l’ecografia trans-vaginale o l’isteroscopia, la terapia per l’utero fibromatoso è da valutare caso per caso dal ginecologo e sulla base delle condizioni della paziente.

Nei casi asintomatici è da preferire il monitoraggio periodico, per controllare variazioni di posizione o dimensione dei miomi. Al contrario e qualora i sintomi lo richiedessero, si può procedere con diverse possibilità di cura e trattamento del fibroma uterino:

  • Terapia farmacologica: pillola contraccettiva, farmaci progestinici o analoghi del GnRH;
  • Chirurgia: può essere conservativa (asportazione dei fibromi tramite miomectomia) o demolitiva (asportazione dell’utero tramite isterectomia per casi specifici e più gravi);
  • Embolizzazione: tecnica radiologica usata per bloccare l’irrorazione sanguigna al mioma.

La terapia per il fibroma uterino va in ogni caso concordata con un medico specialista in Ginecologia, che saprà valutare la gravità della patologia e identificare la cura più indicata.

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