La sindrome della Doccia Epitrocleo-Olecranica

La sindrome della doccia epitrocleo-olcranica (o sindrome del tunnel cubitale ulnare) è una sindrome canalicolare dell’arto superiore coinvolgente il nervo ulnare a livello del gomito.

Essa si manifesta con dolore e formicolii, specie di notte, che si estendono dal gomito al versante interno dell’avambraccio fino al IV e V dito sia sul dorso che sulla zona palmare ed è associata a riduzione di sensibilità e di forza alla mano.

La diagnosi è primariamente clinica ma viene confermata dall’esecuzione di uno studio neurofosiologico dell’arto superiore (comunemente detto in modo parzialmente improprio elettromiografia) che permette di definirne anche il grado di severità.

Il trattamento è inizialmente conservativo ma spesso non si ottiene successo e si arriva frequentemente alla necessità di intervento chirurgico: esso ha lo scopo di eliminare la compressione sul nervo e consiste nel sezionare il legamento che chiude superficialmente il canale permettendo il progressivo miglioramento dei sintomi.

L’intervento viene eseguito sia in regime ambulatoriale che di day surgery in anestesia plessica o in anestesia locale e ha durata variabile tra i 30 e 45 minuti. Si esegue un’incisione curva nella faccia interna del gomito in prossimità dell’epitroclea e si giunge poi a individuare il nervo liberandolo cautamente nei suoi vari siti di compressione. Si può posizionare spesso un drenaggio che viene rimosso dopo qualche giorno protetto da una gomitiera o da un bendaggio morbido.

Nelle prime settimane post operatorie è necessario mantenere la mano in posizione antideclive per diminuire il normale edema mobilizzando attivamente le dita.

Generalmente si utilizzano punti in filo riassorbibile che si sciolgono in circa 18-20 giorni o non riassorbibile da rimuovere dopo circa 15-16 giorni. Sono concessi attività quotidiane e lavori leggeri ma è fondamentale tenere asciutta e pulita la medicazione.

E’ bene ricordare che occorrono alcuni mesi per guarire del tutto, e nei casi molto gravi non sempre si ha una ripresa completa, ma solo un lieve miglioramento, graduale e progressivo. Dopo circa tre settimane solitamente il paziente può riprendere tutte le sue normali attività, compreso il lavoro.

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