“Mi piego ma non mi spezzo”: mal di schiena e carichi

Le problematiche muscoloscheletriche che colpiscono la schiena rappresentano la prima causa a livello mondiale che porta un paziente a chiedere un consulto medico specialistico e spesso sono associate a:

  • una prolungata assenza dal luogo di lavoro;
  • aumento dell’utilizzo di farmaci;
  • aumento della spesa sanitaria (esami ed accertamenti diagnostici).

Spesso questa situazione è associata alla popolazione lavorativa che movimenta carichi o che svolge attività pesanti (magazzinieri, personale sanitario, lavoratori nell’edilizia).

La colpa, in questi casi, viene rivolta alla modalità di movimentazione del carico, infatti anche durante i corsi di formazione in materia di sicurezza sul luogo di lavoro, ci si sofferma sulla corretta esecuzione di queste manovre secondo queste direttive:

  • Piegarsi sulle ginocchia
  • Schiena allineata
  • Peso vicino al corpo
  • Alzarsi spingendo sulle gambe

Tuttavia, questa modalità di sollevamento dei carichi, come è stato dimostrato dagli ultimi studi, aumenterebbe le forze a carico delle ultime vertebre lombari (L4-L5 e L5-S1), senza tenere in considerazione lo stress a carico dell’articolazione del ginocchio.

Quale strategia per evitare problematiche muscoloscheletriche?

In realtà, attualmente non esiste una strategia migliore.

Il consiglio è di variare le modalità di esecuzione di un determinato compito, in modo da non sovraccaricare sempre la stessa struttura.

“Non ho tempo”

Spesso a causa dell’organizzazione lavorativa, o anche semplicemente per praticità, ricorriamo a modalità di sollevamento che ci permettano di raggiungere il nostro obiettivo nel più breve tempo possibile.

Questo gesto, però, ripetuto 20-30-50 volte al giorno, porta ad una drastica riduzione della capacità di carico delle nostre strutture, che se non sufficientemente allenato, porta ad un aumento del rischio di infortunio.

Infortunio

Se pensiamo ad una bilancia, l’infortunio avviene quando il carico somministrato supera la nostra capacità di carico.

Per ridurre l’incidenza, è importante agire sulla capacità di carico del nostro organismo, attraverso l’attività fisica.

Proprio per questo motivo, e supportato dall’evidenza scientifica, il trattamento del mal di schiena e la prevenzione avviene attraverso lo svolgimento di programmi di attività fisica basatu sul rinforzo muscolare anche con l’utilizzo di sovraccarichi (bilanciere e Kettleball).

In conclusione

A livello globale, è stimato che almeno una volta nella vita le persone soffrano di mal di schiena, causato da vari fattori come il lavoro, sedentarietà oppure uno stile di vita errato.

Il mal di schiena associato alla movimentazione di carichi è molto comune, come è diffusa credenza che l’errata postura nell’esecuzione possano provocarne l’insorgenza.

Gli studi hanno da anni confutato questa credenza, gli infortuni avvengono non per come viene sollevato il carico, ma perché il nostro sistema muscoloscheletrico non è sufficientemente forte per soddisfare le richieste che noi gli sottoponiamo.

È consigliato, sia per il sistema cardiovascolare, che per quello muscoloscheletrico, un programma di attività fisica così composto:

  • Attività aerobica (camminata, nordic walking, corsa, bicicletta)
  • Resistance training (esercizi con sovraccarichi)
  • Esercizi di flessibilità (mantenere la giusta articolarità)

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Dott. Bellin Giuseppe

Fisioterapista OMPT e Dottore in Scienze Motorie

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