Tendinopatia: sintomi, cause e cura del dolore ai tendini

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La tendinopatia è una condizione che può colpire qualsiasi tendine del corpo, spesso con una prima manifestazione lieve ma che può peggiorare gravemente se trascurata. Scopri quali sono i sintomi, le cause e i fattori di rischio, per arrivare alla diagnosi e al trattamento.


Cos’è la tendinopatia o il dolore al tendine

La tendinopatia è un termine generico per indicare uno stato di sofferenza o di infortunio a carico dei tendini, le strutture fibrose che connettono i muscoli alle ossa del corpo.

I tendini, tessuti elastici costituiti principalmente da collagene, sono in grado di supportare un determinato carico entro il quale avviene un adattamento e un rinforzo strutturale. Carichi squilibrati che eccedono la capacità del tendine, lo stress (alterazioni del sonno, stili di vita errati, patologie sistemiche) o una riduzione notevole del carico possono portare ad alterazioni del metabolismo di questa struttura manifestando i primi sintomi della tendinopatia.

Le manifestazioni tipiche sono dolore, gonfiore e deficit funzionale. Inizialmente questi sintomi si presentano in forma lieve: negli stadi iniziali di una tendinopatia assistiamo all’effetto warm-up, dove il paziente manifesta sintomi leggeri a risposo che tendono a sparire con il movimento. Nelle fasi avanzate i sintomi sono presenti sempre anche durante l’attività motoria, andando ad influenzare negativamente la funzione muscolare.

Esistono varie classificazioni di tendinopatia a seconda dell’insorgenza:

  • tendinopatia acuta, causata da un trauma, o cronica, associata al sovraccarico funzionale;
  • tendinopatia reattiva, in cui l’aumento del carico determina un rigonfiamento del tendine non infiammatorio, o tendinopatia degenerativa, dovuta al sovraccarico cronico e in cui si manifesta una degenerazione della matrice extracellulare con l’ispessimento del tendine;
  • tendinopatia calcifica, condizione degenerativa in cui si osservano depositi di calcio, o tendinopatia flogistica, dove si può riscontrare un processo infiammatorio in corso.

Differenze tra tendinite, tendinosi e tenosinovite

Poiché la tendinopatia indica diverse condizioni di dolore ai tendini, è bene fare una distinzione con altri termini più conosciuti, ossia tendinite, tendinosi e tenosinovite:

  • la tendinopatia è il termine usato per le varie manifestazioni patologiche a carico dei tendini;
  • la tendinite identifica l’infiammazione del tendine, escluse le entesi e la guaina sinoviale;
  • la tendinosi è una condizione degenerativa cronica del tendine senza infiammazione;
  • la tenosinovite è l’infiammazione della guaina sinoviale che riveste il tendine.

La tendinite e la tendinosi colpiscono entrambe il corpo del tendine e si manifestano in modo simile, con dolore localizzato e limitazione funzionale di muscoli e articolazioni: tuttavia si distinguono poiché nella tendinite è presente un processo flogistico (ossia di infiammazione), mentre nella tendinosi prevale la degenerazione della struttura tendinea, senza flogosi.

La tenosinovite, invece, interessa la guaina sinoviale e non il tendine stesso: può manifestarsi come infiammazione insieme alla tendinite nelle sue forme miste e, rispetto alle altre due condizioni, nella tenosinovite spesso predomina il gonfiore della guaina rispetto al dolore. Tra le forme più note citiamo la malattia di De Quervain e il cosiddetto “dito a scatto”.

Quindi tendinite, tendinosi e tenosinovite sono tutte condizioni che descrivono uno stato di dolore al tendine, ossia di tendinopatia, le cui cause e terapie differiscono da un caso all’altro.


Sintomi delle tendinopatie e localizzazioni

I sintomi principali della tendinopatia sono dolore, gonfiore e rigidità a livello localizzato:

  • Il dolore di solito si manifesta durante i movimenti attivi che coinvolgono il tendine colpito, soprattutto se contro resistenza, ma in alcuni casi può insorgere anche a riposo. Si tratta di un dolore sordo e profondo, ben localizzato, che spesso peggiora con la contrazione muscolare e può essere di intensità variabile: da un lieve fastidio fino a un dolore acuto e invalidante.
  • Il gonfiore interessa sia il tendine che i tessuti circostanti ed è dovuto all’infiammazione con accumulo di liquidi: alla palpazione si avverte una consistenza edematosa molle e calda.
  • La rigidità e la limitazione articolare sono conseguenti: i movimenti attivi dell’arto risultano difficoltosi e dolorosi, con conseguente riduzione della mobilità e ispessimento del tendine.

Le sedi più frequentemente colpite dalla tendinopatia e dai relativi sintomi sono la cuffia dei rotatori della spalla, il tendine bicipitale del braccio, i tendini dell’avambraccio, della mano e dell’anca, il tendine rotuleo del ginocchio e il tendine d’Achille del polpaccio.


Cause e fattori di rischio del dolore ai tendini

Le tendinopatie possono avere origini traumatiche, spesso legate al sovraccarico funzionale, o cause secondarie a malattie sistemiche. La causa specifica del dolore al tendine non è però così chiara: le ipotesi più probabili riconducono ad un aumento delle fibre sensitive del tendine, alla produzione di sostanze irritanti da parte dei tenociti o all’elevata pressione sul perinevio.

Le forme traumatiche di tendinopatia insorgono a seguito di un evento acuto che lede direttamente l’integrità del tendine, come una caduta o un colpo accidentale che causa uno strappo delle fibre tendinee; mentre patologie croniche come il diabete, l’artrite, la gotta e le disfunzioni tiroidee possono alterare la vascolarizzazione e il trofismo dei tessuti tendinei.

La causa più frequente di tendinopatia è però il sovraccarico funzionale, ossia sollecitazioni ripetute nel tempo che finiscono per alterare la capacità del carico del tendine ed il suo metabolismo. Ciò si verifica tipicamente in ambito sportivo, quando aumentano improvvisamente durata e intensità degli allenamenti, ma anche in ambito lavorativo, con mansioni che richiedono gesti ripetitivi o posture scomode a lungo.

Anche l’età è un fattore predisponente, poiché negli anni i tendini perdono di elasticità e capacità riparativa: la tendinopatia colpisce in gran parte soggetti di mezza età o anziani.


Diagnosi e terapia della tendinopatia

La diagnosi di tendinopatia si basa su una valutazione complessiva del paziente:

  • anamnesi dei sintomi e dello stile di vita, per identificare possibili cause e fattori di rischio;
  • analisi obiettiva durante la visita specialistica, per valutare dolore e limitazioni funzionali;
  • talvolta esami di imaging diagnostico come l’ecografia e la risonanza magnetica.

La cura per la tendinopatia varia a seconda della gravità della condizione, ma nella maggior parte dei casi si applica un trattamento conservativo: la parte fondamentale in questo caso la svolge la fisioterapia, attraverso l’esercizio terapeutico e la terapia manuale, che in primo luogo avranno l’obiettivo di ridurre il dolore, in secondo luogo di ripristinare la funzionalità persa.

Solo nei casi più estremi si ricorre alla chirurgia, ad esempio per riparare dei tendini lacerati o asportare il tessuto degenerato, e a un percorso su misura di riabilitazione post-operatoria.

In genere è fortemente raccomandato rivolgersi a fisioterapisti ed ortopedici specializzati, con specifiche competenze nella gestione conservativa e riabilitativa delle tendinopatie, al fine di impostare sin da subito la terapia più adeguata e aumentare le possibilità di guarigione: il tendine è infatti il tessuto più lento a guarire, impiegando una media di 3 mesi.

Con un’équipe medica d’eccellenza in Fisioterapia ed Ortopedia, Centro Diagnostico Veneto mette a disposizione le proprie risorse rivolgendosi ai pazienti affetti da tendinopatie in vari distretti del corpo: sin dalla prima visita i nostri specialisti potranno offrire una diagnosi chiara e un piano di azione ad hoc, per riacquisire quanto prima la piena funzionalità di tendini e arti.

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