Vulvodinia: che cos’è, quali sono le cause e la diagnosi

Come possiamo definire il dolore?


Il dolore è definito come “esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata o simile a quella associata a un danno tissutale reale o potenziale“.

  • Il dolore è sempre un’esperienza personale influenzata a vari livelli da fattori biologici, psicologici e sociali;
  • Il dolore e la nocicezione sono fenomeni diversi. Il dolore non può essere dedotto solo dall’attività neurosensoriale;
  • Le persone apprendono il concetto di dolore attraverso le loro esperienze di vita. Il racconto di un’esperienza come dolorosa dovrebbe essere rispettato;
  • Sebbene il dolore di solito abbia un ruolo adattativo, può avere effetti negativi sulla funzionalità e il benessere sociale e psicologico;
  • La descrizione verbale è solo uno dei numerosi modi per esprimere il dolore. L’incapacità di comunicare non nega la possibilità che un essere umano o un animale provi dolore.

(Definizione fornita da IASP International Association for the Study of Pain, 2020)

Che cos’è la vulvodinia?

La vulvodinia è un dolore vulvare persistente da almeno 3 mesi senza che vi sia una chiara ed identificabile causa.


Si tratta in realtà di un vocabolo che include un’ampia varietà di condizioni cliniche vulvari, con differenti eziologie e fisiopatologie, ma tutte con un sintomo comune: un dolore cronico, continuo o intermittente, spontaneo o provocato, e invalidante, con le caratteristiche del bruciore in zona vestibolare (Arnold et al, 2007; Bachmann et al, 2006).


Il dolore può essere diffuso, comprendendo il perineo e la regione anale o essere localizzato a livello del vestibolo (vestibolodinia), del clitoride (clitoralgia), della mucosa periuretrale.


Può insorgere in qualsiasi momento della vita di una donna, generalmente si manifesta tra i 16 e gli 80 anni ed ha una maggiore incidenza tra i 20 e i 40 anni. Si stima che ne soffra il 10-15 % delle donne.


Nonostante i sintomi siano più frequenti durante l’età riproduttiva, dagli studi emerge che ne soffre anche il 4% delle donne fra i 45 e i 54 anni, e un altro 4% fra i 55 e i 64. Nel 50% dei casi, il dolore limita o impedisce i rapporti sessuali. (Graziottin e Murina 2011; Kennedy et al, 2007; Laumann et al, 1999).


Esistono anche altre manifestazioni dolorose che si possono presentare in modo similare ma vanno distinte dalla vulvodinia:

  • Dispareunia: persistente o ricorrente dolore durante i tentativi di penetrazione o durante la penetrazione vaginale completa o durante il rapporto sessuale. Può essere superficiale/intoritale o profonda.
  • Dolore pelvico cronico: dolore localizzato alla pelvi che persiste da 3-6 mesi in assenza di patologie organiche in grado di giustificarlo. Può essere costante o intermittente.

Cause

Ciò che causa la vulvodinia non è ancora chiaro ma essa è sostenuta da fattori eziologici quali:

Iperattivazione mastocitaria: i mastociti sono cellule del sistema immunitario presenti in tutti i tessuti vascolarizzati e sono responsabili dell’organizzazione della risposta infiammatoria. La loro attivazione a causa di stimoli fisici, chimici, meccanici e neurogeni ne provoca la degranulazione con conseguente secrezione di molecole che mediano le risposte fisiche dell’infiammazione quali rossore, calore, dolore, edema e riduzione funzionale.

Sensibilizzazione nervosa: proliferazione delle fibre nervose del dolore ed una loro superficializzazione. Ciò spiega il motivo dell’allodinia ovvero la percezione di dolore in seguito ad uno stimolo innocuo.

Contrazione muscolare: iperattività del muscolo elevatore dell’ano e dei muscoli del trigono superficiale come reazione di difesa al dolore.

Questi tre fattori interagiscono tra loro dando origine ad un circolo vizioso che si autoalimenta. Ciò fa sì che il dolore non sia più conseguenza ma diventi esso stesso causa del problema.

Diagnosi

Per poter fare diagnosi di vulvodinia bisogna innanzitutto escludere patologie di altra natura:

  • traumatiche (traumi sportivi, traumi da equitazione, mutilazione dei genitali, incidenti);
  • infettive (candidosi, tricomoniasi, herpes genitale);
  • infiammatorie (lichen sclerosis, lichen planus, lichen simplex, dermatiti da contatto);
  • neoplastiche (carcinoma squamocellulare);
  • neurologiche (compressioni o danni dei nervi pudendo, genitofemorale ileoinguinale, neuropatie, cisti di Tarlov, sclerosi multipla);
  • ormonali (riduzione estrogenica);
  • iatrogene.

In seguito viene effettuato un test chiamato “swab test” o test del cotton fioc grazie al quale si può valutare il dolore sul vestibolo vaginale.

Comorbilità

Il dolore vulvare può presentarsi in associazione a:

  • sintomi urologici relativi sia alla fase di riempimento sia alla fase di svuotamento vescicale;
  • sindrome della vescica dolorosa/cistite interstiziale;
  • sindrome dell’intestino irritabile;
  • sintomi ano-rettali;
  • sintomi osteo-articolari a carico del cingolo pelvico e delle strutture muscolari ad esso correlate.

Riabilitazione

La vulvodinia può portare all‘alterazione delle funzioni sessuali, della motricità, dell’alimentazione, del sonno e di conseguenza può avere un forte impatto a livello psicologico e sociale.

Il trattamento fisioterapico in caso di dolore vulvare viene proposto allo scopo di:

  • rendere consapevole la paziente del proprio perineo e di come esso lavora (attività dei muscoli del pavimento pelvico)
  • recuperare la mobilità dei muscoli coinvolti e la funzionalità perineale

Gli strumenti di cui si avvale il fisioterapista sono:

  • terapia manuale (intravaginale, extravaginale)
  • esercizio terapeutico
  • educazione comportamentale e modifiche dello stile di vita
  • autotrattamento e terapia domiciliare
  • tecniche di rilassamento
  • biofeedback ed elettrostimolazione antalgica

Articolo a cura di:
Dott.ssa Dal Sasso Linda
Fisioterapista Specializzata in Disfunzioni del Pavimento Pelvico

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Bibliografia:

[1] Vulvodynia; Robyn B. Faye; Emanuele Piraccini. Faye RB, Piraccini E. Vulvodynia. [Updated 2020 Aug 15]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2021 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK430792/

[2] Fondazione Alessandra Graziottin ONLUS
DOLORE VULVARE E DISFUNZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO: DALLA SEMEIOTICA ALLE SCELTE FISIOTERAPICHE; Arianna Bortolami

[3] Dolore vulvare e dolore pelvico cronico Alessandra Graziottin Direttore, Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica, H. San Raffaele Resnati, Milano Presidente, Fondazione Alessandra Graziottin per la cura del dolore nella donna Onlus www.alessandragraziottin.it www.fondazionegraziottin.org

[4]Associazione Italiana Vulvodinia

[5] Physiotherapy for pelvic pain and female sexual dysfunction: an untapped resource
Bary Berghmans

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